De Nigris Editore, dal Campania Libri Festival un segnale verso il futuro
De Nigris Editore torna a Napoli per il Campania Libri Festival con oltre venti appuntamenti, nuove voci, il rilancio di Infuga e Nino D’Angelo.
Quattro giorni a Palazzo Reale per raccontare una casa editrice tra memoria, nuovi autori e progetti. E nello stand dedicato a Nino D’Angelo compare un messaggio: “Ci vediamo in terre pontine”
C’è una storia che parte da Anzio, trova a Napoli il proprio centro editoriale e da qui continua ad allargarsi verso l’Italia e l’Europa. È la storia di De Nigris Editore, che dall’1 al 4 ottobre torna per il quarto anno consecutivo al Campania Libri Festival, portando a Palazzo Reale oltre venti appuntamenti tra presentazioni, incontri e firmacopie.
Ma dietro il programma della manifestazione c’è anche qualcosa che guarda oltre i quattro giorni del Festival. Il rilancio di un marchio editoriale, nuove pubblicazioni, nuovi autori e, nello stand 84 del Cortile delle Carrozze, una frase apparentemente semplice: “Ci vediamo in terre pontine.”
Un messaggio che sembra chiudere un cerchio e, contemporaneamente, aprire una nuova prospettiva.
Da Anzio a Napoli, una storia editoriale in movimento
La partecipazione al Campania Libri Festival è ormai una presenza consolidata per De Nigris Editore.
Per il quarto anno consecutivo la casa editrice sarà infatti presente a Palazzo Reale, confermando lo stand nel Cortile delle Carrozze, dopo il riscontro di pubblico e attenzione mediatica dell’edizione 2025.
Una presenza che racconta anche l’evoluzione di un progetto nato ad Anzio, affermatosi a Napoli e oggi sviluppato attraverso autori e pubblicazioni presenti in Italia e in Europa.
Il Festival diventa così un punto di incontro tra la storia costruita negli anni e la nuova stagione editoriale.
Nino D’Angelo protagonista dello stand
Ogni anno lo stand De Nigris viene dedicato a un artista campano.
Dopo l’omaggio alla memoria di Federico Salvatore, per il 2026 la scelta è caduta su Nino D’Angelo.
La scenografia sarà dedicata a un artista che ha attraversato musica, cinema e teatro, costruendo nel tempo un rapporto particolare con Napoli e con diverse generazioni di pubblico.
La scelta nasce anche da una convinzione espressa dalla casa editrice: chi ha lasciato un segno deve essere celebrato in vita.
Il riferimento al “poeta che non sa parlare” diventa così parte dell’identità dello stand e del racconto che De Nigris porterà al Festival.
Infuga Edizioni, una nuova partenza
Tra gli elementi più significativi della partecipazione al Campania Libri Festival c’è il rilancio di Infuga Edizioni, il primo marchio nato all’interno della realtà De Nigris e dedicato alle nuove voci.
Il ritorno di Infuga rappresenta una delle direttrici della nuova programmazione editoriale: accanto agli autori già presenti nel catalogo, l’attenzione si rivolge anche a storie e personalità che possono trovare nel libro un primo spazio di confronto con il pubblico.
Tra le proposte figura Francesca D’Angelo, giornalista de La Stampa, con Sky. Volume uno.
Un altro appuntamento vedrà protagonista Giuseppe Cantalamessa, autore di Tra i pali della vita, in dialogo con Daniela Di Maggio, presidente dell’associazione Giogiò Vive e madre di Giovanbattista Cutolo.
Le nuove voci accanto alla memoria
Il rilancio di Infuga si inserisce in un programma nel quale passato e presente convivono.
Il Festival ospiterà infatti anche libri dedicati alla memoria musicale e culturale napoletana, come Un tris di regine di Antonio D’Addio, dedicato a Gilda Mignonette, Elvira Donnarumma e Ria Rosa.
La collana Meridiane, diretta da Isabella Pedicini, porterà invece a Palazzo Reale Come grano fiorire di Fosca Navarra, dedicato a Biagia Marniti, e Strega, Sibilla, Sirena di Marialaura Simeone, dedicato a Lina Mangiacapre.
Con Quell’estate di 40 anni fa, Sacha Lunatici proporrà invece un viaggio nel cinema attraverso Stand by Me.
Sono percorsi diversi che contribuiscono a comporre la fisionomia del catalogo De Nigris: memoria, cultura popolare, cinema, protagonisti contemporanei e nuove voci.
Il Festival come fotografia della nuova stagione
Il programma del 2026 attraversa numerosi territori.
Clelia Attanasio presenterà Anatomia del quotidiano, romanzo vincitore del programma “Per Chi Crea”, promosso dal Ministero della Cultura e gestito da SIAE.
Sabato 3 ottobre, in Sala Sciurella, il panel “Lo sguardo delle donne” riunirà Beatrice Luzzi, Carolina Rey, Magda Mancuso e Mariù Adamo, con i rispettivi libri Una famiglia a due piazze, In un’altra vita, La verità dentro me e Il coraggio di essere donna.
Subito dopo, “Oltre i margini” porterà al centro del confronto Monica Buonanno, Carla Ruocco e Nicola Cotugno, con i temi delle periferie, delle trasformazioni urbane, dell’autonomia economica e del rapporto tra istituzioni e territori.
Le storie personali diventano libri
La programmazione domenicale proporrà anche l’anteprima nazionale di Sarà lui? Sarà lei? La mia nota più forte di Mario Forte, prevista alle 12 in Sala Pascarella, in dialogo con Antonio D’Addio.
Il volume ripercorre il cammino del cantante dalla gavetta al successo, affrontando anche la malattia e la rinascita.
All’Arena Rai, invece, saranno protagonisti Nicola Timpone, direttore artistico del Marateale – Premio Internazionale Basilicata, con il volume dedicato ai diciotto anni della manifestazione, e Tommaso Martinelli, giornalista e autore televisivo, con Eva e Maria.
Gli incontri saranno condotti da Gino Aveta, storico autore e regista Rai.
Un progetto che guarda oltre il Festival
Mettendo insieme le diverse proposte, il Campania Libri Festival appare per De Nigris come una fotografia della fase che la casa editrice sta attraversando.
Da una parte ci sono gli autori, le collane consolidate e il recupero della memoria culturale. Dall’altra emergono nuovi progetti, nuove firme e il rilancio di Infuga Edizioni.
Il risultato è un programma che non si limita a presentare singoli titoli, ma permette di raccontare una precisa direzione editoriale.
Una direzione nella quale trovano posto libri, cinema, televisione, musica, cultura popolare, impegno civile e nuove generazioni di autori.
Quattro giorni a Palazzo Reale
Dal 1° al 4 ottobre, lo stand 84 nel Cortile delle Carrozze sarà dunque uno dei punti di riferimento della presenza De Nigris al Festival.
La casa editrice arriva all’appuntamento dopo quattro anni consecutivi di partecipazione, confermando il rapporto costruito con la manifestazione e con il pubblico napoletano.
Al centro dello spazio, quest’anno, ci sarà Nino D’Angelo.
Ma accanto alla sua immagine ci saranno anche i libri, gli autori e i progetti che raccontano ciò che De Nigris è oggi e ciò che intende costruire domani.
“Ci vediamo in terre pontine”
Ed è proprio nello stand che compare l’elemento più enigmatico dell’intera partecipazione.
“Ci vediamo in terre pontine.”
Poche parole che riportano idealmente la storia verso il punto di partenza.
De Nigris Editore è nata ad Anzio, prima di trovare a Napoli una parte fondamentale della propria identità. Ora quel riferimento alle terre pontine sembra suggerire un nuovo passaggio, lasciando aperta la porta a ciò che potrà arrivare dopo il Festival.
Non viene anticipato un progetto preciso. Resta invece un messaggio, una frase capace di collegare passato e futuro.
Intanto, dal primo al 4 ottobre, il presente è a Napoli.
A Palazzo Reale, tra libri, autori, cinema, musica, televisione e storie da raccontare.
E nello stand De Nigris, quest’anno, “jesce ’o sole”.
Campania Libri Festival 2026
1–4 ottobre | Palazzo Reale di Napoli
De Nigris Editore – Stand 84, Cortile delle Carrozze
De Nigris Editore torna a Napoli per il Campania Libri Festival con oltre venti appuntamenti, nuove voci, il rilancio di Infuga e Nino D’Angelo.
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