Son of a Pitch cresce: a Venezia il cinema indipendente incontra industria, formazione e imprese

A Venezia la sesta edizione di Son of a Pitch amplia il rapporto tra cinema indipendente, industria audiovisiva, formazione e imprese con nuovi strumenti di scouting.

Son of a Pitch 2026 Venezia giovani talenti industria audiovisiva

Son of a Pitch 2026 Venezia giovani talenti industria audiovisiva

La sesta edizione del progetto di Save the Cut rafforza lo scouting dei giovani autori con la nuova Giuria Grand Canal, la piattaforma digitale con 130 cortometraggi e una Academy in sviluppo. Pif confermato per il sesto anno alla guida della Giuria Artistica

VENEZIA – Dal cortometraggio all’industria audiovisiva, passando per la formazione, lo scouting e il rapporto con le imprese. La sesta edizione di Son of a Pitch, progetto proprietario di Save the Cut, ha utilizzato il palcoscenico veneziano del 9 e 10 settembre per delineare un percorso che va oltre la semplice competizione cinematografica.

Nato nel 2021 come contest internazionale dedicato ai registi under 30, Son of a Pitch ha raccolto nelle prime cinque edizioni oltre 7.000 candidature da più di 100 Paesi, costruendo una rete internazionale di giovani autori.

Con l’edizione 2026 il progetto ha introdotto nuovi strumenti per mettere in relazione questi talenti con il sistema professionale: dalla Giuria Grand Canal alla piattaforma digitale omonima, fino allo sviluppo di una nuova Academy e al Narrative Strategy Circle.

Sei anni di scouting cinematografico

L’attività di Son of a Pitch parte dal cinema indipendente e dalla ricerca di nuove voci.

Le candidature raccolte nelle prime cinque edizioni restituiscono una partecipazione internazionale significativa. Il 40% delle opere è stato realizzato da registe donne, mentre il 50% dei lavori porta la firma di autori under 25.

Il progetto si rivolge a giovani filmmaker under 30 e utilizza il cortometraggio come formato attraverso cui intercettare linguaggi, sensibilità e prospettive differenti.

I temi affrontati nei lavori selezionati spaziano dalla guerra all’infanzia, dalla sostenibilità all’isolamento, fino all’appartenenza e alle relazioni familiari.

Pif alla guida della Giuria Artistica

A presiedere la Giuria Artistica anche nel 2026 è stato, per il sesto anno consecutivo, Pif.

A comporre la giuria insieme a lui lo sceneggiatore Michele Astori, il direttore della fotografia Luca Bigazzi, le attrici Giusy Buscemi e Aurora Quattrocchi e la casting director Barbara Giordani.

«Fare il Presidente di un’iniziativa come questa è un lusso per me», ha dichiarato Pif, sottolineando l’interesse per la possibilità di osservare il presente e il futuro del cinema attraverso le opere dei giovani registi.

La selezione artistica rappresenta uno dei due livelli attraverso cui l’edizione 2026 ha osservato i cortometraggi.

La Giuria Grand Canal porta l’industria nel contest

La principale novità della sesta edizione è stata infatti l’introduzione della Giuria Grand Canal, composta da professionisti attivi in importanti realtà dell’audiovisivo.

A presiederla Erica Negri, Head of Commissioning di Sky Studios Italia, affiancata da Tamara Prandi, Produttrice Delegata di Cattleya; Cecilia Spera, Produttrice Delegata di Indigo Film; Raffaele Perillo, Produttore Delegato di Numero 10; e Michelangelo Fano, Film Manager di Netflix Italia.

La composizione della giuria introduce nel percorso di scouting competenze legate allo sviluppo, alla produzione e alla distribuzione di contenuti audiovisivi.

«Grand Canal rappresenta una risorsa preziosa per intercettare i talenti di domani», ha spiegato Fano, sottolineando la possibilità di individuare attraverso il catalogo nuove voci destinate eventualmente a misurarsi con lungometraggi e serie.

Erica Negri ha invece evidenziato il valore del sostegno ai talenti emergenti per la crescita dell’ecosistema audiovisivo e per l’apertura a nuovi linguaggi e prospettive.

Grand Canal diventa una piattaforma digitale

Il nuovo progetto di Save the Cut non si limita alla giuria.

Grand Canal è anche una piattaforma digitale che raccoglie circa 130 cortometraggi provenienti da tutto il mondo.

Il catalogo comprende opere selezionate per il loro sguardo sui temi della società, della sostenibilità e dell’impatto.

La piattaforma è rivolta a case di produzione, distributori, piattaforme, aziende, fondazioni ed enti, con l’obiettivo di facilitare la ricerca di nuovi autori e contenuti.

Per i filmmaker significa invece mantenere una presenza nel circuito professionale anche dopo il momento della selezione.

Il catalogo è destinato a crescere attraverso le opere individuate da Son of a Pitch e attraverso una rete di festival e rassegne.

I premiati del 2026

Il Best Film della sesta edizione è stato assegnato a Like a Miracle del regista iraniano Abod Kazemi, 27 anni.

Il corto racconta la storia di un bambino che gioca utilizzando un bastone a forma di pistola. Quando l’anziano contro cui finge di sparare cade realmente a terra, la situazione cambia e la vicenda si sviluppa sul confine tra immaginazione e realtà.

Il Best Director è andato a MD. Rabbi Bhuiyan, 27 anni, Bangladesh, per The Sweetness of Air.

Il Grand Canal – Best Film ha premiato When The Tiger Roars del cinese LAM Can-zhao, 31 anni.

La selezione ha inoltre assegnato il Sustainability Award ad Mom is on the Way di Amina Serikqyzy Omirzak, 19 anni, Kazakistan; il Future Award a In The In Between di Qi Zheng, 28 anni, Cina; l’Intercultural Award a Bring Me An Echo di Neelabh Parashar, 26 anni, India; e il Grand Canal Catalog Award a The Plain Sings della trentenne iraniana Gita Feizi.

Dal talento al mestiere: nasce una nuova Academy

La crescita del progetto riguarda anche la formazione.

Erminio Perocco, regista, sceneggiatore e creativo, cura il Premio Futuro ed è coinvolto nello sviluppo di una nuova Academy.

Il tema centrale è il rapporto tra talento e competenze professionali.

«Parlare di talento non basta», ha osservato Perocco, sottolineando come il percorso di un autore abbia bisogno di apprendistato e basi solide.

La conoscenza delle regole del mestiere, nella sua prospettiva, non impedisce l’innovazione, ma può contribuire a renderla più consapevole.

Anche Barbara Giordani ha richiamato l’importanza della formazione, dello studio del cinema e delle occasioni concrete per sperimentare.

Università e mondo del lavoro

Il progetto dialoga inoltre con il Master in International Screenwriting & Production dell’Università Cattolica.

Per la sceneggiatrice e docente Mara Perbellini, il passaggio dalla formazione al mondo professionale rappresenta uno dei momenti più complessi per chi vuole lavorare nei settori creativi.

L’obiettivo del confronto è quindi anche quello di creare occasioni di contatto con le imprese e accompagnare i giovani durante l’ingresso nel settore audiovisivo.

La formazione diventa così un ulteriore elemento della filiera costruita intorno allo scouting.

Il Narrative Strategy Circle e il rapporto con le imprese

A Venezia è stato avviato anche il Narrative Strategy Circle, tavolo permanente che mette in relazione cinema, imprese, accademia e istituzioni.

L’iniziativa si inserisce nell’attività di Save the Cut, società che lavora tra storytelling, branded content, cinema e cultura.

Il progetto dialoga inoltre con il Premio Film Impresa, promosso da Unindustria.

Giampaolo Letta, Amministratore Delegato di Medusa Film e Presidente di Premio Film Impresa, ha sottolineato la vicinanza tra le due iniziative, entrambe interessate al rapporto tra linguaggio audiovisivo e mondo delle organizzazioni.

Il Premio Film Impresa si concentra sulle storie delle aziende, sulle persone che le hanno create e sui valori della cultura d’impresa, mentre Son of a Pitch parte dal cinema indipendente e dai giovani autori.

Sostenibilità anche nei riconoscimenti

La dimensione della sostenibilità è presente anche nella realizzazione dei premi.

Le opere consegnate ai vincitori sono state create dallo scultore internazionale Davide Dall’Osso, che ha lavorato per la Biennale di Venezia, le Paralimpiadi di Sochi 2014 e il Teatro Ariston di Sanremo.

Per Son of a Pitch l’artista ha realizzato mezzi busti di bambini composti da frammenti trasparenti e colorati di policarbonato recuperato.

Il materiale proviene da scarti industriali, trasformati attraverso il lavoro artistico in nuove figure.

Dall’Osso ha spiegato che la scelta della figura infantile richiama il futuro e le possibilità, mentre il recupero dei materiali introduce un ulteriore legame con i temi della manifestazione.

Claudia Napolitano: spazio alle nuove generazioni

La cerimonia è stata condotta dall’attrice Claudia Napolitano, che ha posto l’accento sul ruolo delle nuove generazioni nella lettura del presente.

Secondo Napolitano, i giovani possono offrire uno sguardo sulle dinamiche interpersonali, sociali e professionali del tempo in cui vivono.

Una prospettiva coerente con la natura internazionale della selezione, che nel 2026 ha portato a Venezia autori provenienti da Iran, Bangladesh, Cina, Kazakistan e India.

Un progetto costruito attorno alle relazioni

La sesta edizione di Son of a Pitch evidenzia quindi una progressiva articolazione del progetto.

Da una parte resta il contest cinematografico, con le giurie e i riconoscimenti assegnati ai cortometraggi.

Dall’altra si sviluppano una piattaforma digitale, una nuova Academy, il dialogo con l’università, il rapporto con le imprese e un tavolo permanente dedicato alla strategia narrativa.

Il punto di partenza rimane il cinema indipendente e il lavoro dei giovani autori.

Attorno a quel punto Save the Cut sta costruendo una rete che coinvolge scouting, industria audiovisiva, formazione e nuove occasioni professionali.


A Venezia la sesta edizione di Son of a Pitch amplia il rapporto tra cinema indipendente, industria audiovisiva, formazione e imprese con nuovi strumenti di scouting.


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