I Nisidiani, Riccardo Brun porta a Venezia la storia di Nisida tra cinema, letteratura e impegno civile
I Nisidiani di Riccardo Brun arriva alle Giornate degli Autori di Venezia. Il documentario racconta dodici anni di cultura, scrittura e impegno civile a Nisida.
I Nisidiani, documentario di Riccardo Brun presentato alle Giornate degli Autori di Venezia 2026
Il documentario sarà presentato l’8 settembre alle Giornate degli Autori – Confronti dell’83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. Un viaggio lungo dodici anni dentro l’esperienza culturale nata nel carcere minorile di Nisida.
L’anteprima veneziana di un progetto nato a Napoli
Dalle aule e dai corridoi dell’Istituto Penale per i Minorenni di Nisida al Lido di Venezia. È il percorso compiuto da I Nisidiani, il nuovo documentario scritto e diretto da Riccardo Brun, selezionato in anteprima alle Giornate degli Autori – Confronti, nell’ambito dell’83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia.
Il film porta all’attenzione del pubblico della Mostra un’esperienza culturale e sociale nata a Napoli e sviluppatasi nell’arco di dodici anni, tra il 2010 e il 2022.
Un progetto nel quale cinema, letteratura, educazione e impegno civile si incontrano per raccontare un’esperienza capace di trasformare la parola in uno strumento di relazione e cambiamento.
La proiezione è fissata per l’8 settembre alle ore 16 nella Sala Laguna del Lido di Venezia.
All’appuntamento saranno presenti il regista e produttore Riccardo Brun, la scrittrice Viola Ardone, i produttori Donella Bossi Pucci, Paolo Rossetti e Francesco Siciliano e il direttore di Rai Documentari Luigi del Plavignano.
Dodici anni raccontati attraverso il cinema
I Nisidiani nasce dall’esigenza di raccontare un’esperienza che ha attraversato dodici anni di storia.
Tra il 2010 e il 2022, un gruppo di scrittori e intellettuali napoletani ha infatti realizzato all’interno dell’Istituto Penale per i Minorenni di Nisida un laboratorio permanente di scrittura e immaginazione.
Un’esperienza che nel tempo è diventata molto più di un laboratorio.
La scrittura ha creato uno spazio di ascolto, confronto e conoscenza reciproca, mettendo in comunicazione gli autori con i giovani detenuti e costruendo un rapporto umano destinato a svilupparsi nel tempo.
Il documentario ricostruisce quel percorso attraverso testimonianze e incontri, trasformando la memoria di quell’esperienza in un racconto cinematografico.
Il collettivo che ha trasformato la parola in un ponte
Protagonista della vicenda è il collettivo I Nisidiani, formato da Viola Ardone, Riccardo Brun, Daniela De Crescenzo, Antonio Menna, Maurizio De Giovanni, Valeria Parrella e Patrizia Rinaldi.
Sette autori che hanno condiviso un’esperienza particolare nel panorama culturale italiano.
Nel corso degli anni il rapporto con i ragazzi coinvolti nel progetto è diventato sempre più profondo, fino alla realizzazione insieme di un romanzo collettivo, considerato un caso unico nel panorama letterario italiano.
La letteratura, dunque, non è rimasta confinata alla pagina.
È entrata in un luogo caratterizzato dalla reclusione e ha trovato nella relazione con i giovani detenuti una nuova funzione.
Riccardo Brun tra regia e testimonianza
Il documentario assume una particolare dimensione personale perché a raccontare l’esperienza è lo stesso Riccardo Brun, protagonista del percorso oltre che regista dell’opera.
La sua voce narrante accompagna lo spettatore dentro una storia nella quale la dimensione cinematografica si intreccia con quella autobiografica e civile.
Il risultato è un viaggio poetico e umano tra due universi che sembrano apparentemente inconciliabili: quello della cultura e quello della devianza minorile.
Il film mostra invece come questi mondi possano incontrarsi e condividere una stessa geografia sociale.
Una geografia che ha come centro Napoli, città complessa e contraddittoria nella quale disagio, talento, emarginazione e creatività convivono.
Nisida, protagonista insieme ai suoi ragazzi
Anche il luogo assume nel documentario un ruolo fondamentale.
Nisida è un piccolo isolotto collegato alla terraferma da una sottile lingua di terra, immerso nella vegetazione e circondato dal mare del Golfo di Napoli.
Sulla sua sommità si trova l’Istituto Penale per i Minorenni.
Il contrasto tra la bellezza naturale dell’isola e la realtà del carcere minorile rappresenta una delle dimensioni più significative del racconto.
Da una parte un paesaggio tra i più suggestivi di Napoli; dall’altra le fragilità e le storie dei giovani detenuti.
È proprio da questa contrapposizione che il documentario costruisce il proprio sguardo.
Nisida diventa così realtà e metafora, luogo fisico della reclusione ma anche spazio nel quale la cultura può aprire una finestra verso una possibile libertà.
Un documentario che ribalta la prospettiva sul carcere
La scelta di Riccardo Brun non è quella di realizzare un film centrato sulla cronaca della detenzione.
I Nisidiani guarda al carcere minorile da una prospettiva diversa.
I giovani detenuti non vengono raccontati come semplici casi sociali o oggetti di analisi.
Diventano interlocutori e autori.
Le loro storie, la loro immaginazione e i loro desideri entrano nel percorso creativo.
È proprio questo ribaltamento della prospettiva a rappresentare uno degli elementi distintivi dell’opera.
Il laboratorio di scrittura diventa uno spazio di libertà possibile nel quale la narrazione assume una funzione concreta di emancipazione e consapevolezza.
La cultura come strumento di cambiamento
Il film porta sullo schermo una domanda che riguarda non soltanto il carcere minorile, ma l’intera società.
Quale ruolo può avere la cultura quando entra in contatto con situazioni di marginalità?
L’esperienza di Nisida propone una risposta precisa: la cultura può diventare uno strumento di incontro, ascolto e cambiamento.
La scrittura permette ai ragazzi di raccontarsi, agli autori di ascoltare e a tutti i partecipanti di confrontarsi con una realtà complessa.
La parola diventa così un ponte tra mondi differenti.
Un ponte costruito lentamente, attraverso dodici anni di incontri.
Dal progetto culturale al film
La selezione alle Giornate degli Autori rappresenta una nuova tappa di questo percorso.
Il progetto nato all’interno dell’Istituto Penale per i Minorenni di Nisida arriva infatti sul grande schermo e assume una dimensione cinematografica capace di portare l’esperienza oltre i confini della città di Napoli.
La scelta della sezione Confronti appare particolarmente significativa per un’opera che nasce proprio dalla volontà di mettere in relazione realtà differenti.
Il documentario unisce infatti dimensione documentaria e racconto personale, mantenendo al centro la storia umana e culturale che lo ha generato.
Rai Documentari e Panamafilm nella produzione
I Nisidiani è prodotto per Panamafilm da Donella Bossi Pucci, Riccardo Brun, Paolo Rossetti e Francesco Siciliano.
La produzione si sviluppa in collaborazione con Rai Documentari, con la produttrice Rai Silvia Barite.
La presenza di Rai Documentari conferma la dimensione culturale e civile di un progetto che utilizza il linguaggio cinematografico per affrontare temi come il disagio giovanile, la marginalità, l’educazione e il rapporto tra cultura e società.
Una squadra tecnica al servizio del racconto
Accanto alla regia e alla produzione, il documentario presenta una precisa identità anche sul piano tecnico e artistico.
La fotografia è firmata da Mario Pantoni, chiamato a tradurre visivamente il rapporto tra il luogo, le persone e la dimensione particolare di Nisida.
Il montaggio è di Maria Fantastica Valmori, elemento fondamentale per costruire il percorso narrativo tra testimonianze, incontri e memoria.
Le musiche sono dei 24 Grana, gruppo fortemente legato alla cultura musicale napoletana e capace di contribuire con il proprio linguaggio alla dimensione emotiva del documentario.
Un film tra cinema, letteratura e responsabilità civile
I Nisidiani non è soltanto il racconto di un laboratorio di scrittura.
È la storia di un progetto che nel corso di dodici anni ha messo in relazione letteratura, educazione, cittadinanza e impegno civile.
La sua forza risiede nella capacità di raccontare il carcere minorile senza fermarsi alla dimensione della detenzione.
Al centro ci sono le persone.
Ci sono i giovani, con le loro fragilità ma anche con la capacità di immaginare.
Ci sono gli scrittori, entrati nell’istituto per condividere la propria esperienza e diventati nel tempo parte di un percorso umano.
E c’è una comunità, quella napoletana, chiamata a interrogarsi sul proprio rapporto con le nuove generazioni e con chi vive condizioni di marginalità.
Il messaggio di Nisida arriva a Venezia
In un momento nel quale il disagio giovanile tende spesso a essere raccontato attraverso semplificazioni e stereotipi, il documentario propone una prospettiva fondata sull’ascolto e sulla responsabilità collettiva.
L’esperienza maturata a Nisida porta con sé una convinzione fondamentale: non esiste un futuro per una comunità senza la capacità di recuperare e accompagnare i suoi figli più fragili.
È questo il messaggio che il film porta al pubblico delle Giornate degli Autori.
Non una risposta definitiva al problema della devianza minorile, ma una testimonianza concreta della possibilità di costruire percorsi differenti.
Un patto umano e civile durato dodici anni
Più che il semplice racconto di un’attività culturale, I Nisidiani è la testimonianza di un patto umano e civile costruito nel tempo.
Un patto nato attraverso la parola e consolidato grazie alla capacità di ascoltarsi reciprocamente.
Il documentario restituisce dignità alle storie di chi troppo spesso rimane ai margini dello sguardo collettivo e mostra come la narrazione possa diventare uno strumento di cambiamento.
La cultura, in questo percorso, non è un elemento decorativo.
È una pratica.
È un luogo di confronto.
È una possibilità.
L’appuntamento con I Nisidiani a Venezia
L’anteprima di I Nisidiani è in programma l’8 settembre alle ore 16 nella Sala Laguna del Lido di Venezia, nell’ambito delle Giornate degli Autori – Confronti, durante l’83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia.
Alla proiezione saranno presenti il regista e produttore Riccardo Brun, la scrittrice Viola Ardone, i produttori Donella Bossi Pucci, Paolo Rossetti e Francesco Siciliano e il direttore di Rai Documentari Luigi del Plavignano.
Un appuntamento che porta sulla scena internazionale una storia nata a Napoli e costruita attraverso dodici anni di incontri, scrittura e immaginazione.
Una storia nella quale il cinema diventa il nuovo ponte per far conoscere un’esperienza che ha già dimostrato come la parola possa attraversare anche i confini più difficili.
I Nisidiani di Riccardo Brun arriva alle Giornate degli Autori di Venezia. Il documentario racconta dodici anni di cultura, scrittura e impegno civile a Nisida.
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