Da “Ensemble” a Lea Garofalo: a Diamante sette serate per raccontare libertà, memoria e diritti

Cinema, teatro, musica e testimonianze: dal 26 agosto all’1 settembre Diamante ospita la terza edizione di “7 giorni con le Donne per i Diritti Umani”.

Diamante ospita la terza edizione di 7 giorni con le Donne per i Diritti Umani

Diamante ospita la terza edizione di 7 giorni con le Donne per i Diritti Umani

Cinema, teatro, musica e testimonianze animeranno dal 26 agosto all’1 settembre la terza edizione di “7 giorni con le Donne per i Diritti Umani”, ideata e organizzata dal CineCircolo Maurizio Grande. Al centro della manifestazione la memoria di Lea Garofalo.

Una settimana per dare voce alle storie

Ci sono storie che il tempo non deve cancellare. Storie di donne e uomini ai quali sono stati negati diritti fondamentali, persone che hanno conosciuto la violenza, la marginalità, la privazione della libertà o che hanno scelto di opporsi a sistemi di potere e di sopraffazione.

È da questa esigenza di raccontare, ricordare e riflettere che nasce la terza edizione di “7 giorni con le Donne per i Diritti Umani”, in programma a Diamante dal 26 agosto all’1 settembre.

La rassegna è uno spin-off del Mediterraneo Festival Corto, ideata e organizzata dal CineCircolo Maurizio Grande con il patrocinio del Comune di Diamante e il sostegno di Amnesty International Italia e Calabria Film Commission.

Sette giornate nelle quali il cinema dialogherà con il teatro, la musica e la testimonianza diretta, proponendo al pubblico un percorso dedicato ai temi dell’equità di genere, dei diritti umani e delle libertà individuali.

Il volto simbolo di questa edizione è Lea Garofalo

La terza edizione della manifestazione è dedicata a Lea Garofalo, testimone di giustizia e vittima della ’ndrangheta.

Una scelta che conferma la particolare attenzione della rassegna verso le figure femminili che hanno attraversato momenti drammatici della storia e che, con le loro scelte, sono diventate simboli di resistenza e dignità.

Fin dalla prima edizione, il CineCircolo Maurizio Grande ha infatti scelto di dedicare l’iniziativa a una donna calabrese protagonista di una storia legata alla difesa dei diritti.

La prima edizione aveva ricordato Caterina Tufarelli Palumbo, sindaca di San Sosti e prima sindaca donna d’Italia.

La seconda era stata dedicata ad Angela Maria Aieta, vittima della dittatura argentina di Videla, torturata per mesi prima di essere gettata nell’Oceano Atlantico durante uno dei cosiddetti “Voli della Morte”.

Con Lea Garofalo il percorso prosegue attraverso una vicenda che intreccia criminalità organizzata, giustizia, protezione, famiglia e ricerca della libertà.

La scelta di Lea: lasciare la ’ndrangheta e proteggere sua figlia

Lea Garofalo nacque a Petilia Policastro nel 1974, in una Calabria segnata dalle faide di ’ndrangheta.

A soli diciassette anni si legò a Carlo Cosco, dal quale ebbe una figlia, Denise.

Nel corso degli anni Lea maturò la consapevolezza della pericolosità dell’ambiente nel quale viveva e iniziò a desiderare una vita diversa, libera dalla violenza e dalle logiche criminali.

Nel 2002 decise quindi di rivolgersi ai Carabinieri.

Entrò nel programma di protezione, ma la sua posizione venne definita quella di collaboratrice di giustizia, anziché di testimone.

Uno status che Lea visse con sofferenza e che contribuì a rendere ancora più complesso il percorso intrapreso per costruire una nuova vita.

La sua condizione fu raccontata anche in una lunga lettera indirizzata alla Presidenza della Repubblica e a don Luigi Ciotti, fondatore di Libera.

La tragedia e la ricerca della verità

Nel 2006 la protezione di Lea Garofalo venne revocata.

Nel 2009, tre anni più tardi, Lea decise di rinunciare volontariamente alla protezione.

Nello stesso anno venne raggiunta da Carlo Cosco e dai suoi uomini.

Fu rapita, uccisa e il suo corpo bruciato.

La sua storia avrebbe però continuato a vivere grazie alla figlia Denise.

Fu infatti la determinazione di Denise Garofalo a contribuire in maniera decisiva alla ricostruzione della vicenda e al processo contro i responsabili della morte della madre.

Assistita dall’avvocata Enza Rando, Denise fu una testimone chiave nel procedimento.

Nel processo si costituirono parte civile anche la madre e la sorella di Lea, oltre al Comune di Milano.

La memoria custodita a Milano

La vicenda di Lea Garofalo è diventata nel tempo anche una storia di memoria civile.

Per volontà del Comune di Milano, i resti della donna sono stati sepolti nel Cimitero Monumentale di Milano.

L’allora sindaco Giuliano Pisapia indicò Lea Garofalo come modello di coraggio e dignità.

Il suo nome continua così a rappresentare una storia nella quale la ricerca della libertà individuale si confronta con la violenza della criminalità organizzata.

Ed è proprio il valore della memoria che la rassegna di Diamante vuole mantenere vivo, affidandolo non soltanto alla parola ma anche ai diversi linguaggi dell’arte.

Il cinema come strumento per raccontare la realtà

Il programma della manifestazione parte proprio dal cinema.

La serata inaugurale, mercoledì 26 agosto, sarà dedicata a “Ensemble”, documentario di Manuel Cundari ed Eugenio Piluso.

I due autori sono stati premiati durante la precedente edizione del Mediterraneo Festival Corto con il Premio Giovani Talenti di Calabria “Ernesto Caselli”.

Il loro lavoro racconta la quotidianità dei giovani ospiti del centro di accoglienza per minori stranieri non accompagnati “La Casa di Abou Diabo” di Acri (CS), gestito dall’Associazione liberaccoglienza ETS.

Il documentario segue sogni, speranze e vita quotidiana dei ragazzi ospitati nella struttura.

A confrontarsi con il pubblico saranno il regista Manuel Cundari e Angelo Sposato, operatore, mentre la serata sarà moderata dalla giornalista Francesca Magurno.

Una storia di libertà negata: Alberto Paolini

Giovedì 27 agosto il programma proseguirà con una serata dedicata ad Alberto Paolini, rinchiuso in manicomio senza motivo per 42 anni.

Una vicenda che porta in primo piano la questione della libertà individuale e della dignità della persona.

A raccontarla sarà Anna Maria De Luca, autrice e regista del documentario proiettato durante la serata.

Con lei interverranno Patricia Ciummelli, operatrice sociale, e Sonia Montalbini, organista.

La giornalista Caterina Bruno modererà il confronto.

Giovanni Losardo, un’altra pagina da conoscere

Il 28 agosto sarà proiettato il docufilm “Chi ha ucciso Giovanni Losardo?”, diretto da Giulia Zanfino.

La proiezione sarà seguita da un talk con la partecipazione della regista, del magistrato Eugenio Facciolla e del giornalista Saverio Di Giorno.

Anche in questo caso il cinema non sarà soltanto spettacolo, ma occasione per ricostruire una vicenda e aprire una discussione sul territorio, sulla legalità e sulla memoria.

Marisa Garofalo racconta la sorella Lea

Il 29 agosto sarà il giorno più importante della manifestazione per quanto riguarda la figura scelta come simbolo della terza edizione.

La serata dedicata a Lea Garofalo vedrà infatti protagonista la sorella Marisa Garofalo.

Sarà lei a raccontare la vita di Lea, le sue scelte e le speranze che l’avevano accompagnata nel tentativo di costruire una vita libera.

L’incontro sarà moderato dalla giornalista Maria Francesca Amodeo.

Prima della testimonianza è previsto un intervento della Compagnia teatrale Biancaluna di Verbicaro, chiamata ad aprire una serata dal forte valore civile.

“Il Grigio” arriva sul palco di Diamante

La programmazione proseguirà domenica 30 agosto con uno spettacolo di prosa, libero riadattamento del testo “Il Grigio” di Giorgio Gaber e Sandro Luporini.

Lo spettacolo è curato da Saverio Di Giorno, con le musiche eseguite da Rocco Capalbo alla chitarra e Francesco Casella alla fisarmonica.

A inaugurare la serata sarà l’Associazione teatrale Dafne di Cirella di Diamante.

Il teatro rappresenterà così una nuova modalità per affrontare temi legati all’individuo e alla sua dimensione interiore.

Il jazz incontra i diritti umani

Lunedì 31 agosto sarà invece la musica a prendere il posto delle parole con “Jazz e Diritti Umani”.

Protagonisti saranno Lorenzo Iorio, alla chitarra, e Davide Paternostro, al sax.

La scelta di inserire il jazz all’interno della rassegna conferma la volontà degli organizzatori di non limitare la riflessione ai linguaggi tradizionali del cinema e del dibattito.

La musica diventa infatti un ulteriore spazio di incontro e condivisione.

La chiusura con “Visioni dal Mondo”

La rassegna si concluderà martedì 1 settembre con “Visioni dal Mondo”.

L’appuntamento finale sarà dedicato alla proiezione dei cortometraggi premiati al Mediterraneo Festival Corto.

È un ritorno alle origini della manifestazione, che nasce proprio come spin-off del Festival e che attraverso il cinema breve chiuderà il proprio percorso.

I cortometraggi permetteranno di restituire al pubblico una pluralità di sguardi e racconti provenienti da esperienze cinematografiche differenti.

Sette appuntamenti, un unico filo conduttore

Il programma della terza edizione è costruito come un vero e proprio percorso.

Si parte dalle storie dei giovani migranti raccontate in “Ensemble”, si passa attraverso la vicenda di Alberto Paolini e quella di Giovanni Losardo, per arrivare al cuore della manifestazione con Lea Garofalo.

Poi il teatro, la musica e infine i cortometraggi premiati al Mediterraneo Festival Corto.

Sette appuntamenti apparentemente differenti, ma legati da un tema comune: la difesa della dignità umana.

È questo il filo che unisce le diverse serate e che rende la manifestazione un appuntamento culturale e civile, oltre che artistico.

L’appuntamento è sul lungomare Fabiani

Tutti gli eventi inizieranno alle 21:30 e si terranno sul lungomare Fabiani di via Vittorio Emanuele a Diamante, nella zona del Bar Pierino.

Per una settimana il lungomare diventerà quindi uno spazio aperto alla cultura, alla memoria e al confronto.

L’iniziativa del CineCircolo Maurizio Grande punta a creare un dialogo diretto con il pubblico, mettendo al centro storie che possono contribuire a una maggiore consapevolezza sul significato concreto dei diritti.

Cultura e memoria per costruire consapevolezza

“7 giorni con le Donne per i Diritti Umani” non propone soltanto una serie di appuntamenti culturali.

La rassegna rappresenta un invito a non dimenticare e, soprattutto, a continuare a interrogarsi.

La storia di Lea Garofalo racconta il coraggio di una donna che cercò una strada diversa per sé e per la propria figlia. La storia di Alberto Paolini richiama invece la necessità di interrogarsi sulla libertà e sulla dignità individuale. Le altre serate ampliano il quadro attraverso cinema, teatro, musica e testimonianze.

È in questa pluralità di linguaggi che trova forza il progetto del CineCircolo Maurizio Grande.

A Diamante, dal 26 agosto all’1 settembre, il pubblico sarà chiamato a confrontarsi con storie diverse, ma tutte capaci di porre una domanda essenziale: quanto siamo disposti a fare per difendere i diritti e la dignità di ogni persona?


Cinema, teatro, musica e testimonianze: dal 26 agosto all’1 settembre Diamante ospita la terza edizione di “7 giorni con le Donne per i Diritti Umani”.


Continua a seguire il nostro sito e la pagina Facebook Fly Radio TV, siamo anche su Instagram. Scriviamo per imparare, ricordare, esprimere, raccontare, informare in compagnia della buona musica!

Tutte le immagini presenti in questo sito sono protette da copyright e sono utilizzate esclusivamente a scopo informativo. È vietata la riproduzione, distribuzione o utilizzo senza autorizzazione. Per richieste di utilizzo, contattaci all’indirizzo info@flyradiotv.net Qualora siano state utilizzate immagini ritenendole di pubblico dominio o in buona fede, nel caso ciò non fosse conforme alle sue preferenze o ai diritti d’autore, siamo a completa disposizione per rimuoverle immediatamente. La preghiamo di comunicarci eventuali richieste o chiarimenti scrivendo a info@flyradiotv.net .