L’Associazione Scarlatti disegna il futuro della musica: Napoli al centro di una stagione tra memoria, ricerca e grandi interpreti

L’Associazione Scarlatti inaugura una stagione di 22 concerti che unisce tradizione, innovazione e grandi interpreti internazionali, trasformando Napoli in uno dei principali poli musicali europei.

Stagione concertistica dell'Associazione Scarlatti di Napoli con orchestra sinfonica e pubblico in uno storico teatro cittadino.

Stagione concertistica dell'Associazione Scarlatti di Napoli con orchestra sinfonica e pubblico in uno storico teatro cittadino.

La nuova programmazione unisce patrimonio musicale, giovani talenti e contaminazioni artistiche in ventidue concerti ospitati nei luoghi più rappresentativi della cultura partenopea.

Non è soltanto un calendario di concerti, ma un progetto culturale che mette in dialogo il patrimonio musicale europeo con le nuove sensibilità artistiche. La stagione 2026-2027 dell’Associazione Alessandro Scarlatti di Napoli si presenta come un percorso capace di attraversare oltre tre secoli di storia della musica, valorizzando la tradizione senza rinunciare all’innovazione.

L’ultracentenaria istituzione, presieduta da Oreste de Divitiis e guidata dal direttore artistico Tommaso Rossi, propone ventidue appuntamenti che accompagneranno il pubblico dall’autunno di quest’anno fino all’autunno del 2027, in concomitanza con l’avvio della campagna abbonamenti.

L’obiettivo è offrire un’esperienza che vada oltre il semplice concerto, costruendo un dialogo continuo tra repertorio classico, nuove forme espressive e valorizzazione del patrimonio culturale napoletano.

Dall’inaugurazione con la Scala a un cartellone di livello internazionale

Ad aprire la stagione, il prossimo 22 ottobre al Conservatorio di San Pietro a Majella, sarà l’Orchestra dell’Accademia Teatro alla Scala diretta dal Maestro Marco Angius, una presenza che testimonia l’alto profilo artistico della programmazione.

Nel corso della stagione si alterneranno alcune tra le più importanti formazioni concertistiche italiane, come i Solisti Aquilani, l’Orchestra Filarmonica Pugliese, la Scarlatti Sinfonietta e il Quartetto di Cremona.

Ad affiancarle sarà un cast di interpreti tra i più autorevoli del panorama internazionale: Lilya Zilberstein, Louis Lortie, Alexander Gadjiev, Vadym Kholodenko, Michele Campanella, Alexander Lonquich, Julian Kainrath, Maurizio Baglini e Gabriele Pieranunzi.

Dal Barocco alla contemporaneità: un repertorio senza confini

La programmazione attraversa le grandi epoche della storia della musica.

Il pubblico potrà ascoltare le opere di Bach, Händel, Corelli e Vivaldi, riscoprire il Classicismo di Mozart e Beethoven e il Romanticismo di Schubert, Mendelssohn, Schumann, Chopin, Brahms, Liszt e Grieg.

Il percorso prosegue con il Novecento di Stravinskij, Prokof’ev, Debussy e Scriabin per arrivare ai linguaggi contemporanei di Caroline Shaw, Georg Friedrich Haas, Arvo Pärt e Orazio Sciortino.

Un’attenzione particolare viene dedicata anche alla musica antica, interpretata secondo rigorosi criteri filologici da ensemble specializzati come Accademia Hermans, Concerto de’ Cavalieri e Scarlatti Sinfonietta.

La musica come luogo d’incontro tra linguaggi artistici

Uno degli aspetti più innovativi della stagione è la capacità di mettere in relazione mondi musicali differenti.

Accanto ai concerti di tradizione classica trovano spazio il Kebyart Saxophone Quartet, le sonorità jazz e world music di Raiz, Marco Cappelli e Paolo Fresu, oltre a produzioni che intrecciano musica, arte e narrazione.

Tra queste spicca il concerto-spettacolo dedicato a Goya e Beethoven ideato dal Trio Hermes insieme a Guido Barbieri, un progetto che unisce esecuzione musicale, racconto storico e divulgazione artistica in un’unica esperienza culturale.

Giovani talenti e grandi maestri nella visione di Tommaso Rossi

La stagione nasce da una precisa scelta artistica: creare un equilibrio tra eccellenze consolidate e nuove generazioni di musicisti.

«Una proposta – sottolinea il direttore artistico Tommaso Rossi – che coniuga la grande tradizione del repertorio classico con la ricerca e il dialogo tra linguaggi musicali differenti per realizzare un percorso nella pluralità dei generi che darà spazio a celebri maestri, ensemble prestigiosi e, soprattutto, giovani talenti».

Una filosofia che caratterizza da anni l’attività dell’Associazione Scarlatti e che trova piena espressione nella nuova programmazione.

Napoli protagonista di un grande progetto culturale

La stagione assume anche un valore simbolico per la città grazie alla collaborazione tra Associazione Scarlatti, Teatro di San Carlo e Conservatorio San Pietro a Majella, ai quali si affiancano la Chiesa Anglicana e il Teatro Acacia.

Le sedi dei concerti diventano parte integrante del progetto artistico, contribuendo a costruire un’esperienza capace di valorizzare la storia musicale di Napoli.

«Una stagione – conclude Tommaso Rossi – che assume un valore storico straordinario che trova conferma nella sinergia instaurata tra l’Associazione Scarlatti, il Teatro di San Carlo e il Conservatorio San Pietro a Majella, tre istituzioni simbolo che trasformano i luoghi della città di Napoli (insieme alla Chiesa Anglicana e al Teatro Acacia, anch’essi sede di concerto), in parte integrante dell’esperienza d’ascolto, riaffermando la centralità di Napoli nel panorama musicale internazionale».

Con questo cartellone l’Associazione Scarlatti conferma la propria missione: custodire una tradizione ultracentenaria e, allo stesso tempo, costruire il futuro della musica attraverso qualità artistica, apertura ai nuovi linguaggi e valorizzazione del patrimonio culturale della città.

Per informazioni sul programma completo e sulle modalità di abbonamento è possibile consultare il sito ufficiale dell’Associazione Scarlatti.

Il Programma e nota del Direttore Artistico


L’Associazione Scarlatti inaugura una stagione di 22 concerti che unisce tradizione, innovazione e grandi interpreti internazionali, trasformando Napoli in uno dei principali poli musicali europei.


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