Oscar Di Maio, il teatro che resta nel cuore: a Vietri una serata tra ricordi, emozioni e futuro
Oscar Di Maio protagonista a Vietri sul Mare con “Guitto? Così è (se vi pare)”: una serata emozionante dedicata al teatro napoletano, alla memoria dei grandi artisti e al rapporto autentico tra attore e pubblico.
Oscar Di Maio durante la presentazione del libro Guitto Così è se vi pare a Vietri sul Mare
A “Un libro sotto le stelle” l’attore presenta “Guitto? Così è (se vi pare)” e riporta alla luce una stagione irripetibile dello spettacolo napoletano. Tra aneddoti, grandi artisti, amicizia e una riflessione sulla popolarità nell’epoca dei social
Quando le luci si spengono, le storie continuano
Ci sono storie che appartengono al palcoscenico e altre che iniziano proprio quando il palcoscenico si svuota.
Sono le storie delle prove, delle attese, degli incontri, delle battute improvvisate, delle amicizie nate dietro le quinte e di quelle emozioni che, una volta terminato lo spettacolo, continuano a vivere nella memoria.
È da questa dimensione più intima del mestiere dell’attore che ha preso forma la serata dedicata a Oscar Di Maio nell’ambito della XXII edizione di “Un libro sotto le stelle”.
Sabato 29 agosto, all’ormeggio Travelmar della Marina di Vietri sul Mare, l’attore ha presentato “Guitto? Così è (se vi pare)”, il libro pubblicato da De Nigris Editore nel quale racconta una parte importante del proprio percorso umano e professionale.
Quello che avrebbe potuto essere un semplice appuntamento editoriale si è trasformato in una serata ricca di emozioni, risate, nostalgia e riflessioni sul passato e sul futuro dello spettacolo.
Quarant’anni di amicizia e un racconto senza copione
A dialogare con Oscar Di Maio è stato Gino Aveta, storico autore e regista di programmi televisivi e radiofonici Rai, nonché direttore artistico di “Un libro sotto le stelle”.
Quarant’anni di amicizia hanno trasformato il confronto in qualcosa di molto più personale rispetto a una normale intervista.
I due hanno condiviso ricordi, confidenze e aneddoti, riportando alla luce episodi spesso rimasti lontani dal grande pubblico.
Accanto a loro Silvio Martino, giovane speaker di Rai Radio Live Napoli, bravo e disinvolto nel contribuire alla conduzione di un incontro che ha alternato momenti di grande ironia ad altri più intensi e commoventi.
Ne è nato un racconto senza un vero copione, proprio come spesso accade nel teatro quando l’esperienza e l’istinto dell’artista prendono il sopravvento.
I grandi nomi di una Napoli che viveva sul palcoscenico
Parlare della carriera di Oscar Di Maio ha inevitabilmente significato parlare di Napoli e dei suoi grandi interpreti.
Nel corso della serata sono riaffiorati i nomi di Tina Pica, Eduardo De Filippo, Beniamino Maggio, Rosalia Maggio, Pietro De Vico, Gennarino Palumbo, Luisa Conte e Nino Taranto, oltre a quelli della famiglia Di Maio.
Artisti che appartengono alla memoria storica del teatro napoletano e che hanno contribuito a costruire un patrimonio culturale ancora oggi riconoscibile.
Era un teatro nel quale il mestiere non si imparava soltanto sui libri o nelle scuole.
Si imparava soprattutto sul campo.
Ogni sera il pubblico diventava il vero banco di prova e ogni spettacolo offriva all’attore la possibilità di comprendere, correggere, crescere.
Il successo arrivava quando una battuta riusciva a strappare una risata, quando un personaggio riusciva a emozionare e, soprattutto, quando quello che accadeva sul palco continuava a vivere nella memoria degli spettatori.
Un patrimonio umano che rischia di perdersi
È proprio questa memoria a rappresentare uno dei valori più importanti del libro “Guitto? Così è (se vi pare)”.
Dietro la carriera di un artista esiste infatti un universo di persone e di storie che raramente trovano spazio nelle cronache ufficiali.
Ci sono gli incontri fortuiti, le prove, le attese, le difficoltà, gli episodi divertenti, le battute nate all’ultimo istante e i rapporti umani costruiti nel corso degli anni.
Raccontare tutto questo significa salvare una parte della storia dello spettacolo da un possibile oblio.
Un compito nel quale assume un ruolo importante anche l’editoria.
Armando De Nigris: la responsabilità di custodire la memoria
Alla serata ha partecipato anche Armando De Nigris, editore del volume.
La sua presenza ha confermato l’importanza del lavoro editoriale nella conservazione della memoria culturale e teatrale napoletana.
De Nigris ha ribadito la volontà della casa editrice di continuare a difendere la cultura, la tradizione e le storie dello spettacolo partenopeo.
Un impegno che Gino Aveta ha riconosciuto pubblicamente, sottolineando il coraggio necessario per fare editoria in un periodo nel quale la velocità della comunicazione rischia spesso di sacrificare la profondità delle storie.
Custodire un libro significa quindi custodire anche le persone che quelle storie le hanno vissute.
Antonio D’Addio, memoria e identità di Napoli
Tra i presenti anche il giornalista Antonio D’Addio, da anni impegnato nella promozione della cultura napoletana.
Attraverso articoli, programmi radiofonici e televisivi, D’Addio ha sostenuto e continua a sostenere gli artisti della città, contribuendo a diffondere nel mondo la loro identità, la loro musica e la loro creatività.
Il suo percorso è legato anche all’attività editoriale di De Nigris Editore.
D’Addio dirige infatti “Melodie”, collana dedicata alla canzone, agli interpreti e alle storie che compongono il patrimonio musicale napoletano.
Teatro e musica diventano così due percorsi diversi ma profondamente legati dalla stessa esigenza: conservare e tramandare la memoria di Napoli.
La popolarità prima dei follower
Tra gli argomenti affrontati durante la serata anche una riflessione particolarmente attuale sul concetto di popolarità.
Il mondo dello spettacolo è cambiato radicalmente. La televisione e il teatro devono confrontarsi con una comunicazione sempre più veloce, mentre i social network hanno modificato il modo in cui un personaggio pubblico può diventare conosciuto.
Di Maio e Aveta hanno ironicamente definito “l’altro social” il mondo degli influencer e dei milioni di follower.
Ma la loro riflessione ha posto l’attenzione su una differenza sostanziale: essere seguiti non significa necessariamente essere amati.
La storia del venditore di spighe
A spiegare meglio questo concetto è stata la storia del venditore di spighe all’angolo della strada.
Un uomo che riconosce l’artista, lo avvicina, lo abbraccia e lo ringrazia per i sorrisi che gli ha regalato nel corso degli anni.
Nessun algoritmo può misurare un momento del genere.
Nessun numero di follower può raccontare il valore di un abbraccio ricevuto da una persona che ha conservato nella memoria le emozioni provate davanti a un artista.
È questa la popolarità costruita nel tempo.
Una popolarità che nasce dal rapporto diretto, dalla presenza, dal lavoro e dalla capacità di entrare nella vita delle persone.
“Un libro sotto le stelle”, cultura e impegno
La serata di Vietri sul Mare ha confermato anche l’identità della manifestazione organizzata dall’Associazione Meridiani.
Da ventidue edizioni “Un libro sotto le stelle” rappresenta un appuntamento capace di mettere insieme letteratura, cultura, territorio e impegno civile.
Un aspetto sottolineato anche attraverso il riconoscimento rivolto all’associazione per la campagna di educazione alla sicurezza stradale e del mare “Sii Saggio, Guida Sicuro”.
Il progetto è promosso dalla Regione Campania, attuato da ANCI Campania e realizzato con la collaborazione dell’Associazione Meridiani.
Un’iniziativa che dimostra come la cultura possa diventare anche veicolo di consapevolezza e responsabilità.
Un omaggio che racconta il territorio
Prima della conclusione, Oscar Di Maio ha ricevuto un omaggio speciale: un piatto di ceramica realizzato dal maestro Antonio Solimene.
Un riconoscimento che ha aggiunto alla serata un ulteriore legame con la tradizione artistica del territorio.
Poi il pubblico ha potuto incontrare direttamente l’attore durante il firmacopie.
Un momento più informale, nel quale la distanza tra artista e spettatore si è nuovamente annullata.
Proprio quella distanza che, durante il racconto della serata, è apparsa come uno dei valori più preziosi dello spettacolo dal vivo.
Il mare, il prosecco e la nostalgia di un teatro che non muore
A chiudere l’appuntamento è stato il tradizionale vin d’honneur.
Un bicchiere di prosecco, sorrisi e conversazioni hanno accompagnato gli ultimi momenti della serata.
Sullo sfondo, il mare di Vietri.
E dentro le parole di Oscar Di Maio e Gino Aveta è rimasta quella particolare nostalgia per un teatro che appartiene al passato, ma che non sembra disposto a scomparire.
Perché un teatro può cambiare forma, può confrontarsi con nuove tecnologie e nuovi linguaggi, ma continua a vivere finché qualcuno ne racconta le storie.
La memoria come ponte verso il futuro
È forse questo il messaggio più forte lasciato dall’appuntamento di Vietri sul Mare.
Ricordare il passato non significa vivere nella nostalgia.
Significa costruire un ponte verso il futuro.
Oscar Di Maio, attraverso “Guitto? Così è (se vi pare)”, ha scelto di raccontare il proprio mondo e, insieme, una parte della storia dello spettacolo napoletano.
Una storia fatta di grandi nomi, ma anche di persone comuni, di risate e sacrifici, di palcoscenici e camerini, di applausi e attese.
Una storia che continua a vivere ogni volta che qualcuno la racconta.
E così, quando le luci si spengono e il sipario scende, qualcosa rimane.
- Rimane la memoria.
- Rimane l’affetto del pubblico.
- Rimane la cultura.
E soprattutto rimane la voglia di guardare al futuro senza dimenticare da dove si è partiti.
Oscar Di Maio protagonista a Vietri sul Mare con “Guitto? Così è (se vi pare)”: una serata emozionante dedicata al teatro napoletano, alla memoria dei grandi artisti e al rapporto autentico tra attore e pubblico.
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