Napoli riscopre la Chiesa di Santa Maria di Portosalvo: qui debutta “Mi sfugge di volare”, lo spettacolo che unisce arte e rigenerazione culturale

La Chiesa di Santa Maria di Portosalvo diventa il palcoscenico della prima assoluta di “Mi sfugge di volare”, spettacolo che intreccia teatro, danza e musica valorizzando uno dei luoghi simbolo restituiti alla città.

La Chiesa di Santa Maria di Portosalvo a Napoli ospita la prima assoluta dello spettacolo "Mi sfugge di volare" durante il Campania Teatro Festival.

La Chiesa di Santa Maria di Portosalvo a Napoli ospita la prima assoluta dello spettacolo "Mi sfugge di volare" durante il Campania Teatro Festival.

La prima assoluta della nuova opera di Luciano Melchionna e Maria Avolio trasforma uno dei luoghi simbolo restituiti alla città in uno spazio di teatro, musica e danza nell’ambito del Campania Teatro Festival.

NAPOLI – C’è un luogo che racconta il passato della città e che oggi torna a vivere attraverso il linguaggio delle arti performative. È la Chiesa di Santa Maria di Portosalvo, recentemente riaperta e restituita alla collettività, che mercoledì 8 luglio alle ore 21 ospiterà la prima assoluta di “Mi sfugge di volare”, lo spettacolo ideato da Luciano Melchionna e Maria Avolio, inserito tra i progetti speciali del Campania Teatro Festival, diretto da Ruggero Cappuccio.

L’appuntamento rappresenta non soltanto un importante evento teatrale, ma anche un esempio concreto di come la cultura possa contribuire alla valorizzazione del patrimonio storico e architettonico, trasformando un edificio restituito alla città in uno spazio vivo di partecipazione, confronto e produzione artistica.

La cultura restituisce significato agli spazi della città

La scelta della Chiesa di Santa Maria di Portosalvo non è casuale. Il luogo, recentemente recuperato grazie all’impegno dell’Associazione Culturadice, diventa parte integrante della narrazione scenica, offrendo al pubblico un’esperienza immersiva nella quale architettura, memoria e spettacolo dialogano tra loro.

L’incontro tra il valore storico dell’edificio e una produzione teatrale contemporanea conferma come il patrimonio culturale possa diventare motore di nuove forme di partecipazione collettiva e di rigenerazione urbana.

Una riflessione sul presente attraverso il linguaggio delle arti performative

“Mi sfugge di volare” nasce da un percorso di formazione e ricerca prodotto dall’Associazione Teatro Bellavista, con il sostegno della SIAE e del Ministero della Cultura, nell’ambito del bando nazionale “Per Chi Crea”.

Ispirato all’omonima opera letteraria di Luciano Melchionna, pubblicata da Le Nebulose, lo spettacolo affronta il tema del “mal di futuro”, una condizione di disagio che interessa molte giovani generazioni italiane e che trova riscontro anche nelle indagini del Censis.

Per raccontare questa inquietudine, la performance sceglie un linguaggio multidisciplinare che intreccia teatro, danza, musica e movimento, coinvolgendo esclusivamente attori e performer under 35, chiamati a interpretare una riflessione che appartiene direttamente alla loro esperienza.

Luciano Melchionna: “Volare significa immaginare ciò che potremmo diventare”

Il significato dello spettacolo emerge chiaramente nelle parole del regista e drammaturgo.

«Oggi ci sfugge tutto: il senso delle cose, i legami, le occasioni, la felicità e la capacità stessa di riconoscerci – spiega Luciano Melchionna – eppure continuiamo a sentire il bisogno profondo di cercare risposte, stimoli e confronto.

In questa ricerca costante, volare diventa un atto squisitamente umano. Significa sognare, liberarsi dai pesi, trovare il coraggio di cambiare e accettare di perdere ciò che siamo stati per scoprire, finalmente, ciò che potremmo diventare.»

Un pensiero che attraversa l’intera costruzione scenica, trasformando il viaggio dei protagonisti in una riflessione universale sul cambiamento.

Maria Avolio: “L’arte crea uno spazio condiviso di ascolto”

Anche Maria Avolio sottolinea il valore umano e collettivo della performance.

«Il nostro lavoro nasce dal profondo desiderio di interrogare quella zona fragile e invisibile in cui convivono la paura di perdere se stessi e il desiderio di liberarsi da tutto ciò che impedisce di diventare ciò che si è realmente.

Volare significa osare e attraversare l’incertezza senza pretendere risposte definitive o certezze assolute, accettando che il senso profondo della vita non risieda in un approdo statico, bensì in una tensione continua verso una meta inafferrabile.

La performance dà corpo e voce a questa ricerca attraverso l’armonia di gesti, parole e musica, trasformando lo spazio teatrale in un luogo condiviso di ascolto e riconoscimento reciproco.»

Una dichiarazione che sintetizza la vocazione dello spettacolo: utilizzare il linguaggio artistico come occasione di dialogo tra persone, generazioni e comunità.

Una produzione che valorizza i giovani talenti

Sul palcoscenico saranno protagonisti Maria Avolio, Tarek Ismail, Francesco Maria Punzo e Giuseppina Ruggiero, interpreti di una creazione che affida alle nuove generazioni il compito di raccontare il presente.

A completare il progetto contribuiscono il disegno luci di Gianni Caccia, i costumi firmati da Milla, le musiche originali di Riccardo Regoli e il lavoro di Francesca Pelella come aiuto regia, elementi che concorrono a costruire una messa in scena dal forte impatto visivo ed emotivo.

Informazioni per assistere allo spettacolo

La prima assoluta di “Mi sfugge di volare” è in programma mercoledì 8 luglio 2026 alle ore 21, presso la Chiesa di Santa Maria di Portosalvo, in Via Alcide De Gasperi 42, a Napoli.

L’ingresso è gratuito con prenotazione obbligatoria, offrendo al pubblico l’opportunità di vivere un’esperienza che unisce teatro contemporaneo, valorizzazione del patrimonio storico e partecipazione culturale nel cuore della città.


La Chiesa di Santa Maria di Portosalvo diventa il palcoscenico della prima assoluta di “Mi sfugge di volare”, spettacolo che intreccia teatro, danza e musica valorizzando uno dei luoghi simbolo restituiti alla città.


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