Alberto Sordi Secret, oltre la maschera: la memoria di un artista che continua a parlare all’Italia
Su Prime Video Italia arriva Alberto Sordi Secret, il docufilm di Igor Righetti che racconta l’uomo dietro la maschera del grande attore.
Alberto Sordi Secret, Igor Righetti racconta la memoria privata del grande attore
Il docufilm di Igor Righetti arriva su Prime Video Italia e porta al centro un Alberto Sordi meno conosciuto. Dall’infanzia agli anni della formazione, dai ricordi familiari agli aspetti più riservati della sua personalità, un racconto costruito per conservare la memoria del grande attore.
Che cosa rimane di un grande artista quando vengono spenti i riflettori?
Nel caso di Alberto Sordi, rimane un patrimonio cinematografico enorme, fatto di film, personaggi, battute e interpretazioni entrate nella memoria collettiva. Ma rimane anche una storia personale che per gran parte della sua vita è stata custodita lontano dall’esposizione pubblica.
È da questa seconda dimensione che parte “Alberto Sordi Secret”, il docufilm diretto e sceneggiato da Igor Righetti, giornalista e conduttore radiotelevisivo Rai, cugino e biografo dell’attore.
Dopo le sale italiane, il Festival del Cinema di Roma e un percorso internazionale costellato da riconoscimenti, l’opera è arrivata su Prime Video Italia, dove si aggiunge ai cataloghi della piattaforma già disponibili negli Stati Uniti, in Nuova Zelanda, Australia, Cina e Gran Bretagna.
Raccontare Sordi senza fermarsi ai personaggi
Per generazioni di italiani Alberto Sordi è stato soprattutto i suoi personaggi.
Il romano, il tassinaro, l’italiano alle prese con ambizioni, debolezze, vizi e contraddizioni. Una galleria di figure attraverso la quale l’attore ha osservato e rappresentato la trasformazione della società italiana.
Alberto Sordi Secret sceglie invece di compiere il percorso inverso: partire dall’uomo per provare a comprendere meglio l’artista.
Il progetto nasce dalla volontà di raccontare ciò che si trova dietro la maschera del grande attore, attraverso ricordi familiari, testimonianze, ricostruzioni cinematografiche, immagini d’archivio e fotografie private.
La memoria di una famiglia
Igor Righetti ha costruito la narrazione anche attraverso una memoria personale.
Nel docufilm confluiscono i ricordi vissuti direttamente e quelli tramandati dal padre Alessandro e dal nonno Primo, zio di Alberto Sordi.
È una memoria che permette di raccontare un Sordi precedente alla fama, quando era ancora un ragazzo.
Per la prima volta, nella parte filmica, vengono rappresentati genitori, zii, nonni e amici, accompagnando la storia fino all’adolescenza e al ritorno a Roma del giovane Alberto, a 17 anni, dopo il periodo trascorso a Milano.
«Nulla è fiction», ha spiegato Righetti presentando il progetto, sottolineando il legame tra la narrazione cinematografica e i ricordi familiari.
Il ragazzo prima dell’attore
La scelta di partire dall’infanzia permette di osservare la formazione di Sordi da una prospettiva diversa.
Le sequenze ambientate tra gli anni Venti e Trenta sono state realizzate in bianco e nero, nel formato 4:3, con costumi e automobili d’epoca.
Nel cast della ricostruzione figurano Emanuela Aureli, Daniela Giordano, Mirko Frezza, Enzo Salvi, Daniele Foresi, Vincenzo Bocciarelli, Fabrizio Raggi, Valerio Mammolotti e Flavio Raggi.
La dimensione cinematografica si intreccia con quella documentaria e con il racconto dei testimoni.
La voce narrante è di Dado Coletti, mentre fotografie familiari, audio originali e materiali dell’Istituto Luce arricchiscono la narrazione.
Il rapporto con il padre e la scelta di diventare attore
Tra gli episodi affrontati dal docufilm c’è il rapporto con il padre Pietro, che non voleva che Alberto intraprendesse la carriera artistica.
È uno dei passaggi che aiutano a ricostruire il percorso precedente alla notorietà e a comprendere quanto complessa sia stata la strada che ha portato Sordi a diventare uno degli interpreti più riconoscibili del cinema italiano.
Il progetto non pretende di separare l’uomo dall’artista. Al contrario, mette in relazione le esperienze personali con quella capacità di osservazione che avrebbe caratterizzato la sua produzione cinematografica.
Gli aspetti più riservati
Il “Secret” del titolo riguarda anche una serie di aspetti della vita privata di Sordi rimasti a lungo lontani dai riflettori.
Il docufilm affronta gli amori mai svelati, il rapporto con il sesso vissuto come peccato, la sua attenzione verso i beni personali, l’attrazione per la nobiltà, l’antiquariato e la passione per i libri.
Spazio anche al rapporto con gli animali, alla scelta di avere pochissimi amici e alla particolare attenzione verso le proprie abitazioni.
Sono elementi che contribuiscono a costruire un ritratto diverso rispetto a quello del solo attore comico.
Le case come luoghi della memoria
Le abitazioni assumono un ruolo particolare nel racconto.
Le telecamere entrano negli interni della villa di Castiglioncello, in Toscana, utilizzata da Sordi come dimora estiva, e raggiungono la tenuta del vero Marchese del Grillo a Fabriano, luogo nel quale l’attore amava trascorrere periodi di relax.
Un’altra tappa è Sgurgola, in provincia di Frosinone, dove si trova la casa natale della madre Maria Righetti.
Le riprese sono state realizzate anche al Parco archeologico di Ostia antica, oltre che a Narni e nella Repubblica di San Marino.
Sono luoghi che contribuiscono a ricostruire una geografia personale e artistica nella quale la memoria familiare si intreccia con quella cinematografica.
Le voci di chi lo ha conosciuto
Il docufilm raccoglie numerose testimonianze di persone appartenenti al mondo del cinema, della televisione e dello spettacolo, insieme a parenti e conoscitori della figura di Sordi.
Tra i protagonisti degli interventi figurano Pupi Avati, Rosanna Vaudetti, Elena de Curtis, Patrizia e Giada de Blanck, Sabrina Sammarini, Piera Arico, Fiona Bettanini, Tiziana Appetito, Alessandro Canestrelli, Jason Piccioni, Cecilia Gremese e Rino Barillari.
Il racconto coinvolge inoltre Luca Colantoni, Sergio D’Offizi, Federico Pedini Amati, Antonio Corsi, Sandro Sassoli, Mario D’Alesio, Emanuela Della Mora e Fabio Bianchi.
Le testimonianze non sono concepite come una successione di interviste tradizionali, ma vengono inserite nella narrazione con un’impostazione dal ritmo giornalistico.
Dal libro al grande schermo
La genesi del docufilm è strettamente legata al libro “Alberto Sordi segreto”, scritto da Igor Righetti e pubblicato da Rubbettino editore con la prefazione di Gianni Canova.
Il volume, arrivato alla 12ª ristampa, raccoglie aspetti della vita privata dell’attore e rappresenta il punto di partenza del progetto cinematografico.
Righetti ha raccontato che Sordi aveva chiesto ai familiari di non trasformare la sua vita privata in materia pubblica mentre era ancora in vita. Allo stesso tempo, aveva espresso il desiderio di essere ricordato dopo la sua morte.
Il docufilm nasce anche da quella volontà.
Un linguaggio che attraversa più media
Il progetto non si limita al documentario cinematografico.
Righetti ha lavorato sulla contaminazione tra linguaggi differenti, collegando televisione, radio, teatro e cinema.
La struttura di Alberto Sordi Secret conserva infatti un’impronta giornalistica, nella quale la storia rimane centrale e le testimonianze vengono utilizzate per costruire un racconto organico.
Il film dura 90 minuti ed è prodotto da Massimiliano Filippini e CameraWorks.
La fotografia è di Gianni Mammolotti, le musiche di Maria Sicari e i costumi di Stefano Giovani.
L’opera è stata realizzata anche in inglese e spagnolo, nell’ambito del suo percorso internazionale.
Un progetto indipendente
Il docufilm è stato realizzato, secondo quanto dichiarato dal produttore Massimiliano Filippini, senza ricorrere a finanziamenti pubblici.
Il progetto è stato sostenuto da sponsor privati, tra cui il Parco archeologico del Colosseo, il Parco archeologico di Ostia antica, la Segreteria di Stato al Turismo della Repubblica di San Marino, il Comune di Narni, il Comune di Sgurgola, Beni Culturali della Diocesi di Terni Narni Amelia, Pasta Armando, Atim, Artemisia Lab, BackLight Digital, ElsaBeauty-Firenze, Gruppo Recchia, il Relais Marchese del Grillo di Fabriano e l’azienda vitivinicola La Cura di Enrico Corsi.
Un percorso che ha già raccolto 36 premi
Prima dell’arrivo su Prime Video Italia, Alberto Sordi Secret ha attraversato festival, sale e mercati internazionali.
Il docufilm ha ottenuto 36 riconoscimenti in Italia e all’estero.
Tra quelli italiani figurano il Marateale Award, il Premio Anna Magnani, il riconoscimento dell’Ischia Global Film & Music Festival e il Premio Annuario del Cinema News.
All’estero sono arrivati premi e riconoscimenti dal Miami Cinematic International Fest, dall’American Golden Picture International Film Festival, dal Los Angeles Film & Documentary Award, dall’Eastern Europe Film Festival, dal New York International Cult Film Festival e dall’Indian Independent Film Festival.
Tra i riconoscimenti più recenti viene indicato il New York Film & Cinematography Awards, negli Stati Uniti, dove l’opera è stata premiata come miglior docufilm.
Alberto Sordi e il pubblico internazionale
Il rapporto di Sordi con il pubblico internazionale ha radici precedenti alla realizzazione del docufilm.
Nel 1955 l’attore fu invitato a Kansas City dal presidente americano Harry Truman, che gli consegnò le chiavi della città e lo nominò governatore onorario, in relazione anche alla popolarità di Nando Moriconi.
Nel 1979 arrivò inoltre la cittadinanza onoraria di Plains, in Georgia.
Nel corso degli anni il cinema di Sordi è stato celebrato attraverso retrospettive a New York, Los Angeles, San Francisco e Sydney.
A Wilmington è stata organizzata una giornata dedicata al docufilm, alla figura di Sordi e alla sua Roma, alla quale ha preso parte anche l’ex presidente degli Stati Uniti Joe Biden.
Prime Video e una nuova platea
L’approdo su Prime Video Italia rappresenta una nuova tappa nella diffusione del progetto.
La piattaforma consente al docufilm di entrare in una dimensione diversa rispetto a quella delle sale e dei festival, mettendo la storia di Sordi a disposizione di un pubblico che può scoprire l’attore anche attraverso il racconto della sua vita privata.
È soprattutto il rapporto con le nuove generazioni a rappresentare uno degli obiettivi dichiarati del progetto.
Per chi ha conosciuto Sordi attraverso i suoi film, Alberto Sordi Secret propone una prospettiva complementare. Per chi invece lo scopre oggi, offre un punto di partenza per avvicinarsi a una figura che ha attraversato decenni di cinema italiano.
La memoria come eredità culturale
Il senso del progetto si concentra infine sulla necessità di conservare la memoria.
Alberto Sordi non è soltanto il protagonista di una lunga stagione della commedia italiana. È stato anche un osservatore della società, capace di trasformare sullo schermo comportamenti, contraddizioni e trasformazioni del Paese.
Conoscere l’uomo che si trovava dietro quei personaggi significa quindi aggiungere un’altra dimensione alla sua storia.
La colonna sonora finale del docufilm è “Alberto nostro”, stornello romano scritto e interpretato da Igor Righetti e Samuele Socci, con l’arrangiamento di Phil Bianchi.
Dalla memoria familiare al libro, dal libro al cinema e dal cinema alla distribuzione internazionale, Alberto Sordi Secret prosegue così il proprio percorso.
Ora, con l’arrivo su Prime Video Italia, quella memoria può raggiungere anche un pubblico nuovo: spettatori che magari conoscono le battute, i personaggi e i film di Alberto Sordi, ma che attraverso questo racconto possono incontrare per la prima volta l’uomo che esisteva dietro la maschera del grande attore.
Su Prime Video Italia arriva Alberto Sordi Secret, il docufilm di Igor Righetti che racconta l’uomo dietro la maschera del grande attore.
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