Da Guardia Piemontese a Falconara Albanese: “Non più soli e… Memorie in Cammino” continua il suo viaggio

Mercoledì 19 agosto Falconara Albanese ospita “Non più soli e… Memorie in Cammino”, il progetto che mette al centro anziani, memoria, prevenzione e partecipazione.

Presentazione del progetto Non più soli e Memorie in Cammino nei Comuni dell’ATS 2

Presentazione del progetto Non più soli e Memorie in Cammino nei Comuni dell’ATS 2

Il progetto dell’ATS 2 Cetraro-Paola attraversa i territori per trasformare la solitudine in partecipazione e la memoria in patrimonio condiviso

FALCONARA ALBANESE (CS) – Il viaggio di “Non più Soli e … Memorie in Cammino” prosegue attraverso i Comuni dell’ATS 2 Cetraro-Paola. Dopo la presentazione ufficiale dello scorso 23 luglio a Paola e la successiva tappa di Guardia Piemontese, il progetto arriverà mercoledì 19 agosto a Falconara Albanese, dove è previsto un nuovo appuntamento dedicato all’invecchiamento attivo, alla prevenzione e alla partecipazione sociale.

L’iniziativa è realizzata dalla Cooperativa Sociale “Il Raggio Verde” e ideata dall’ATS 2 Cetraro-Paola con l’obiettivo di contrastare la solitudine involontaria della popolazione anziana e promuovere un invecchiamento attivo.

Sono nove i Comuni dell’Ambito interessati dal percorso. La caratteristica distintiva del progetto è quella di non proporre attività standardizzate, ma di adattarle alle peculiarità sociali, culturali e territoriali di ciascuna comunità.

Un percorso che mette in rete nove Comuni

“Non più soli e… Memorie in Cammino” nasce da una precisa consapevolezza: l’invecchiamento attivo non può essere considerato esclusivamente una questione assistenziale.

La persona anziana deve poter continuare a essere parte attiva della comunità, mantenendo relazioni, condividendo esperienze e mettendo a disposizione conoscenze e competenze maturate nel corso della vita.

Per questo il progetto affronta contemporaneamente diverse dimensioni: dalla prevenzione del declino cognitivo al contrasto dell’isolamento sociale, dalle relazioni intergenerazionali alla valorizzazione della memoria locale.

Il percorso vuole inoltre mettere in collegamento le professionalità che operano nel settore con le realtà associative già presenti nei territori.

A Guardia Piemontese la memoria è diventata protagonista

La recente tappa di Guardia Piemontese ha rappresentato un esempio concreto di come il progetto possa essere declinato in base alle caratteristiche della comunità.

La presentazione, ospitata sulla terrazza dell’Hotel Mediterraneo davanti a una folta platea, ha coinvolto rappresentanti dell’amministrazione comunale, dell’ATS 2 e della Cooperativa Sociale “Il Raggio Verde”.

Sono intervenuti Gabriella Sconosciuto, assessora alle Politiche Sociali del Comune di Guardia Piemontese; Annalisa Apicella, responsabile dell’Ufficio di Piano ATS n. 2; Marianna Andreoli, assistente sociale e referente di progetto; Silvia Corvese, educatrice e team leader della Cooperativa Sociale “Il Raggio Verde”; ed Emanuela Sassone, presidente della Cooperativa.

La moderazione è stata affidata alla giornalista Francesca Magurno.

La serata è stata aperta dall’educatrice Irene Cantisani, che ha coinvolto i presenti in un esercizio di ice breaking dedicato alla coordinazione e all’integrazione.

Il musicologo Leon Vulpitta ha invece concluso l’appuntamento con una Body Percussion, attività di attivazione energetica nell’ambito della musicoterapia.

Gli anziani non sono soltanto destinatari del progetto

Uno degli elementi emersi con maggiore forza durante la presentazione è il cambio di prospettiva sul ruolo della popolazione over 65.

Per l’assessora Gabriella Sconosciuto, gli anziani rappresentano la memoria storica di Guardia Piemontese e, di conseguenza, una componente essenziale dell’identità della comunità.

Il territorio presenta infatti caratteristiche culturali di particolare rilievo, a partire dalla sua tradizione occitana.

Guardia Piemontese è l’unica città del Meridione dove viene parlata la lingua occitana, una peculiarità che può essere raccontata e tramandata proprio attraverso le testimonianze degli anziani.

La memoria diventa quindi un patrimonio da condividere con le nuove generazioni.

Il welfare cambia prospettiva

Annalisa Apicella, responsabile dell’Ufficio di Piano ATS n. 2, ha posto l’attenzione sul concetto di welfare generativo e rigenerativo.

Le politiche sociali, ha evidenziato, non possono essere interpretate esclusivamente in termini assistenziali.

Occorre costruire occasioni nelle quali le persone possano incontrarsi, riconoscersi e sentirsi parte di una comunità.

L’isolamento sociale, infatti, non è una problematica esclusiva della terza età.

Può interessare persone di generazioni e condizioni sociali differenti.

Per questo motivo il progetto punta sulla costruzione di relazioni capaci di produrre benessere e di creare una rete di sostegno nella quale anche la condivisione delle difficoltà possa diventare un momento di incontro.

Giovani e anziani insieme per raccontare il territorio

La dimensione intergenerazionale è stata evidenziata dalla dottoressa Marianna Andreoli, assistente sociale e referente del progetto.

L’obiettivo è fare in modo che gli Over 65 non siano considerati semplicemente beneficiari delle attività.

Anche i giovani possono diventare protagonisti.

Uno degli esempi indicati riguarda la possibilità di realizzare interviste agli anziani per raccogliere testimonianze sulla storia del territorio.

A Guardia Piemontese, in particolare, questo potrebbe significare conoscere attraverso la voce dei protagonisti la storia occitana della comunità.

Un’attività che permette di creare un ponte tra generazioni e, allo stesso tempo, di trasformare i ricordi personali in una memoria condivisa.

Prevenzione e competenze per affrontare il declino cognitivo

Il progetto dedica una parte importante anche alla prevenzione.

Professionisti quali psicogeriatri, psicologi ed educatori saranno chiamati a sviluppare attività specifiche finalizzate alla prevenzione del declino cognitivo e all’acquisizione di soft skills.

La finalità è intervenire prima che determinate situazioni di fragilità possano trasformarsi in condizioni più complesse.

L’approccio proposto è quindi multidisciplinare e considera il benessere dell’anziano sotto diversi punti di vista: cognitivo, emotivo, sociale e relazionale.

La relazione come risposta all’isolamento

Silvia Corvese, educatrice e sociologa con circa vent’anni di esperienza nel lavoro con la popolazione over 65, ha richiamato l’attenzione sulla vulnerabilità emotiva e cognitiva degli anziani.

Prevenire significa anche sapere intervenire attraverso competenze e tecniche adeguate.

Il contrasto al declino cognitivo deve quindi procedere insieme alla lotta all’isolamento sociale.

Il principio è quello secondo cui la persona ha bisogno di relazioni per sentirsi pienamente parte della società.

Da qui l’auspicio espresso da Corvese di costruire una consapevolezza sociale attiva e una cittadinanza attiva, elementi indispensabili per parlare concretamente di invecchiamento attivo.

Le associazioni locali al centro della rete

Il progetto intende inoltre valorizzare le esperienze già presenti nei Comuni.

A Guardia Piemontese, l’Associazione socioculturale “La Gardia” ha illustrato le proprie iniziative attraverso gli interventi della presidente Lidia Logullo e del presidente emerito Silvio Carnevale.

Tra le attività già realizzate figurano il laboratorio di ricamo, gli incontri con le nuove generazioni e altre iniziative sociali pensate per combattere l’isolamento.

Un esempio concreto di come il progetto possa inserirsi in un tessuto associativo già attivo, rafforzando iniziative esistenti e creando nuove possibilità di collaborazione.

Un progetto costruito dal basso

La presidente della Cooperativa Sociale “Il Raggio Verde”, Emanuela Sassone, ha ribadito che le attività non saranno calate dall’alto.

Ogni territorio dovrà essere ascoltato e coinvolto.

Enti e associazioni saranno chiamati a collaborare affinché il progetto possa essere adattato anche ai bisogni che emergeranno nel futuro.

«Ogni comune ha la propria specificità», è stato sottolineato, e questa specificità rappresenta una risorsa da valorizzare.

Il lavoro della Cooperativa sarà quindi anche quello di contribuire a far conoscere all’esterno le peculiarità dei singoli territori.

Le parole chiave del progetto sono ascolto, benessere e partecipazione.

Il 19 agosto appuntamento in piazza Skanderbeg

Il prossimo capitolo del percorso sarà scritto a Falconara Albanese, dove “Non più soli e… Memorie in Cammino” arriverà mercoledì 19 agosto alle ore 21:00.

L’appuntamento è in programma in piazza Skanderbeg.

Alla presentazione interverranno il sindaco di Falconara Albanese Giuseppe Porco, la vicesindaca con delega alle Politiche Sociali Arianna De Bartolo, Marianna Andreoli, assistente sociale ATS 2 e referente di progetto, e Silvia Corvese, educatrice e team leader della Cooperativa Sociale “Il Raggio Verde”.

L’evento sarà animato dai professionisti del settore a cura della Cooperativa Sociale “Il Raggio Verde”.

La tappa di Falconara Albanese rappresenterà dunque una nuova occasione per presentare alla comunità finalità e strumenti di un progetto che, Comune dopo Comune, vuole costruire una risposta concreta alla solitudine.

Dalla memoria alla partecipazione: una sfida per il territorio

Il percorso avviato dall’ATS 2 Cetraro-Paola propone una visione nella quale la terza età non coincide con una fase di marginalità, ma può diventare un momento nel quale continuare a partecipare alla vita sociale.

La memoria degli anziani può raccontare la storia dei territori, il dialogo con i giovani può trasformarsi in conoscenza reciproca, le attività professionali possono contribuire alla prevenzione e le associazioni possono diventare punti di riferimento per costruire nuove reti.

“Non più soli e… Memorie in Cammino” prova così a tenere insieme questi elementi in un unico percorso: prevenzione, cultura, socialità, identità e partecipazione.

Da Guardia Piemontese a Falconara Albanese, il progetto continua il proprio cammino con l’obiettivo di costruire comunità nelle quali nessuno venga lasciato solo e nelle quali la memoria possa continuare a essere una risorsa per il presente e per il futuro.


Mercoledì 19 agosto Falconara Albanese ospita “Non più soli e… Memorie in Cammino”, il progetto che mette al centro anziani, memoria, prevenzione e partecipazione.


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